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Luciano Garofano, l’ex comandante del RIS, escluso dal sopralluogo nella villa dei Poggi
L’ex comandante del RIS, Luciano Garofano, non è stato ammesso alla perizia nella casa di Chiara Poggi, alimentando il mistero sul caso Garlasco.
Luciano Garofano · Redazione Notables · 9 ottobre 2026 alle ore 05:17
L’ex comandante del RIS, Luciano Garofano, è tornato al centro dell’attenzione nazionale a causa del suo tentativo di partecipare al sopralluogo nella villa di Chiara Poggi, a Garlasco. La vicenda, che ha riacceso l’interesse sul caso Poggi, è stata descritta dalla Procura come un “no” formale all’ingresso di Garofano, nonostante la sua volontà di assistere alle indagini.
Secondo le fonti, Garofano, che ha ricoperto la carica di comandante del RIS dal 2007, avrebbe chiesto di accedere alla proprietà per verificare personalmente le condizioni del luogo, in cui sono stati trovati elementi controversi, tra cui un cucchiaino testato dal RIS. Tuttavia, le autorità giudiziarie hanno rifiutato la sua presenza, citando motivi di riservatezza e la necessità di preservare l’integrità delle prove.
Il rifiuto ha suscitato diverse ipotesi: da un lato, alcuni osservatori hanno interpretato la decisione come una misura cautelare per evitare possibili interferenze da parte di un ex dirigente delle forze investigative; dall’altro, è stato avanzato il sospetto che Garofano volesse contribuire a chiarire il mistero del cucchiaino, oggetto di numerosi dibattiti nella stampa locale.
Il caso Poggi, che ha avuto origine con la scomparsa di Chiara Poggi e le successive indagini sul suo domicilio, è stato oggetto di numerosi sopralluoghi e perizie tecniche. La presenza di Garofano avrebbe potuto aggiungere un peso tecnico alla ricostruzione dei fatti, ma la decisione della Procura ha mantenuto il percorso investigativo invariato.
Nel frattempo, la Procura ha confermato che il sopralluogo continuerà con i tecnici designati, mentre Garofano è stato invitato a fornire eventuali informazioni utili tramite canali ufficiali, senza però partecipare direttamente sul posto. La vicenda ha riacceso il dibattito sulla trasparenza delle indagini e sul ruolo degli ex dirigenti delle forze di polizia in casi di alto profilo.
L’interesse pubblico rimane alto, soprattutto per le implicazioni che il caso Poggi potrebbe avere su altre inchieste legate a presunte irregolarità nella gestione delle prove. Garofano, che ha una lunga carriera alle spalle nel RIS, non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche, lasciando aperta la questione su quali siano le sue reali intenzioni e su quale impatto, se ce ne sarà, avrà sulla risoluzione del caso.
La vicenda è ancora in evoluzione e sarà necessario attendere ulteriori comunicazioni da parte delle autorità per capire se la posizione di Garofano potrà cambiare in futuro o se rimarrà escluso dalle indagini sul caso Poggi.
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